Che cos’è un certificato di calibrazione ISO 17025?

Perché serve un certificato accreditato e non basta la calibrazione del produttore?

Quali informazioni contiene un certificato di calibrazione ISO 17025?

Ogni quanto va rinnovato il certificato di calibrazione?

Cosa succede se uno strumento risulta fuori tolleranza durante la ricalibrazione?

Il certificato di calibrazione copre anche la geometria di misura e il software?

Come si sceglie un laboratorio di taratura accreditato per strumenti di misura del colore?

Cosa cambia tra una taratura interna e una calibrazione certificata esterna?

Domande frequenti

  • Che cos’è un certificato di calibrazione ISO 17025?
  • Perché serve un certificato accreditato e non basta la calibrazione del produttore?
  • Quali informazioni contiene un certificato di calibrazione ISO 17025?
  • Ogni quanto va rinnovato il certificato di calibrazione?
  • Cosa succede se uno strumento risulta fuori tolleranza durante la ricalibrazione?
  • Il certificato di calibrazione copre anche la geometria di misura e il software?
  • Come si sceglie un laboratorio di taratura accreditato per strumenti di misura del colore?
  • Cosa cambia tra una taratura interna e una calibrazione certificata esterna?
  • Domande frequenti

Che cos’è un certificato di calibrazione ISO 17025?

La norma ISO/IEC 17025 definisce i requisiti generali per la competenza dei laboratori di prova e taratura. Un certificato di calibrazione emesso secondo questa norma da un laboratorio accreditato attesta che lo strumento è stato verificato rispetto a standard di riferimento riconosciuti a livello internazionale, con un margine di incertezza dichiarato e tracciabile. Per molte aziende, specialmente quelle che forniscono settori regolamentati (automotive, farmaceutico, aerospaziale) o che devono superare audit di certificazione (ISO 9001), questo documento è un requisito imprescindibile, non un semplice optional.

Perché serve un certificato accreditato e non basta la calibrazione del produttore?

La calibrazione di fabbrica, eseguita dal produttore prima della consegna, garantisce che lo strumento funzioni correttamente al momento dell’acquisto, ma non ha lo stesso valore probatorio di un certificato emesso da un laboratorio accreditato secondo ISO 17025, che è indipendente dal produttore e verificabile da terzi (auditor, clienti, enti certificatori). Per un audit di certificazione ISO 9001, o per rispondere ai requisiti di un cliente automotive o farmaceutico, generalmente serve quest’ultimo tipo di documento.

Quali informazioni contiene un certificato di calibrazione ISO 17025?

● Identificazione univoca dello strumento calibrato (modello, numero di serie)
● Data della calibrazione e, spesso, data raccomandata per la successiva ricalibrazione
● Riferimento agli standard di misura utilizzati (piastre di riferimento certificate, tracciabilità metrologica)
● Risultati numerici della verifica, con il margine di incertezza di misura dichiarato
● Identificazione del laboratorio accreditato e del numero di accreditamento (in Italia, tipicamente Accredia)
● Firma del responsabile tecnico del laboratorio

Ogni quanto va rinnovato il certificato di calibrazione?

Non esiste un intervallo universale imposto dalla norma stessa: la frequenza dipende dal proprio sistema di gestione qualità, dall’intensità di utilizzo dello strumento e dai requisiti specifici del proprio settore o cliente. Un intervallo annuale è una prassi comune per strumenti di misura del colore in uso industriale regolare; ambienti con controlli più critici (automotive OEM, farmaceutico) richiedono talvolta intervalli più frequenti, definiti nella propria procedura interna o dal capitolato del cliente.

Cosa succede se uno strumento risulta fuori tolleranza durante la ricalibrazione?

Il laboratorio di taratura documenta la deviazione riscontrata rispetto agli standard di riferimento. A seconda dell’entità della deviazione, lo strumento può essere riportato in tolleranza tramite regolazione, oppure, se la deviazione è significativa, si raccomanda una verifica più approfondita o la sostituzione di componenti. È importante conservare la documentazione di ogni ciclo di calibrazione, anche quelli con esito negativo poi corretti, perché fanno parte della tracciabilità metrologica richiesta in un sistema qualità certificato.

Il certificato di calibrazione copre anche la geometria di misura e il software?

No, il certificato di calibrazione ISO 17025 verifica tipicamente l’accuratezza colorimetrica dello strumento rispetto a standard di riferimento fisici, non la correttezza del software di gestione dati o la configurazione della geometria di misura, che restano responsabilità dell’utilizzatore. È buona pratica, in parallelo alla calibrazione certificata, verificare periodicamente anche che le impostazioni operative (illuminante, osservatore, formula ΔE) siano coerenti con il proprio processo documentato.

Come si sceglie un laboratorio di taratura accreditato per strumenti di misura del colore?

Non tutti i laboratori accreditati Accredia offrono servizi di taratura specifici per la colorimetria, che richiede standard di riferimento e competenze diverse rispetto alla taratura di altri strumenti industriali. Prima di scegliere, vale la pena verificare che il laboratorio abbia nel proprio scopo di accreditamento specificamente la grandezza colorimetrica misurata dal proprio strumento (riflettanza, coordinate CIELab), e non solo grandezze generiche come lunghezza o temperatura. Vale inoltre la pena informarsi sui tempi di consegna, che possono variare significativamente da pochi giorni a diverse settimane a seconda del laboratorio scelto.

Cosa cambia tra una taratura interna e una calibrazione certificata esterna?

Una taratura interna, eseguita dal proprio personale su piastre di riferimento fornite dal produttore dello strumento, è utile per il controllo quotidiano di stabilità (verifica giornaliera), ma non ha lo stesso valore formale di una calibrazione certificata da un laboratorio accreditato esterno, che è l’unica accettata generalmente per audit di certificazione ISO 9001 o per requisiti contrattuali di clienti che richiedono tracciabilità metrologica indipendente. Le due pratiche non si escludono: la taratura interna quotidiana verifica la stabilità nel breve periodo, la calibrazione certificata esterna periodica garantisce la tracciabilità formale richiesta dal sistema qualità.

Domande frequenti

Un certificato di calibrazione ISO 17025 ha una scadenza legale? No, la norma stessa non impone una scadenza fissa: la responsabilità di stabilire e rispettare la frequenza di ricalibrazione appropriata ricade sull’utilizzatore, in base al proprio sistema qualità.
Serve un certificato ISO 17025 anche per un’azienda senza certificazione ISO 9001? Non è obbligatorio per legge, ma è comunque una buona pratica se il colore è un parametro critico per il tuo prodotto, e diventa spesso un requisito esplicito quando un cliente lo richiede contrattualmente, indipendentemente dalla certificazione formale della tua azienda.
Posso richiedere la calibrazione certificata per uno strumento di un’altra marca? Dipende dal laboratorio di taratura scelto: molti laboratori accreditati offrono il servizio indipendentemente dalla marca dello strumento, ma è sempre bene verificarlo in anticipo.

Hai bisogno del certificato di calibrazione ISO 17025 per il tuo strumento?

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